APPELLO PATRIOTTICO DI BASILE A CONTRADA

Egregio dottor Contrada,
tanta acqua è passata sotto i ponti e dalle due sponde opposte dalle quali ci siamo scrutati con diffidenza per anni, sulle rive della nostra Palermo, ora la visuale sembra essersi ampliata sull’orizzonte della reciproca matura consapevolezza e delle infernali esperienze vissute, tant’è che da qualche tempo, in vittoria di onestà intellettuale, partecipo con estrema passione delle affettuose cure delle sue più tenaci sostenitrici, Agnesina Pozzi e Marina Salvadore, che sostengono anche le mie annose battaglie per la Verità.
 
 Siamo ad una svolta epocale, al salto quantico… al risveglio della coscienza (per chi ne è fornito!) e certamente questa rapida transizione, come avviene durante l’ultima spinta di un parto, toccherà l’apice del dolore ma la gioia della neonata, purificata consapevolezza, innocente da ipocrisie e menzogne, ripagherà noi e chi dopo di noi della fatica e del dolore, dall’ingiustizia subita. Siamo di origine e formazione culturale ben diversa ma nella sua tragedia concordo con quanto da lei stesso amaramente commentato, citando Eugenio Montale: "L’unica speranza è l’imprevisto"… aggiungendo, poi: "Mi trovo qui non certo per riacquistare la libertà perché non so cosa farmene e perché ho quasi finito di scontare tutta la pena, ma esclusivamente ed unicamente per evitare di lasciare ai miei figli ed ai miei nipoti un nome infamato. Solo per questo"…
 
Dottor Contrada, mi permetto di dirle che lei sa benissimo che“l’imprevisto possibile” sta dentro di lei. Le demoniache accuse che l’infernale branco di iene e sciacalli le ha lanciato per inchiodarla “all’ingiusto ruolo del traditore delle Istituzioni” è un‘infamia pesantissima che potrà esser lavata solo con un poderoso atto di coraggio spirituale ed umano, che solo lei può tirare fuori dalla coscienza per lavare il suo onore di  uomo fedele a quello Stato dal volto criminale che dalla fine degli anni 70 e fino al 19 luglio 1992 utilizzò in funzione militare “cosa nostra” contro gli uomini delle Istituzioni leali alla Costituzione.
 
Lei, di quello Stato che forse ancora oggi domina “il nostro scenario democratico” (sic.) è stato il “fedelissimo servitore ideologico” offerto in olocausto per  strategica opportunità morale (sic.), dopo la strage di via D’Amelio, alle fameliche infamie di quei criminali che strisciavano ai suoi piedi e che, poi, con la rottura del patto infame di quello Stato e la conseguente disarticolazione di “cosa nostra”  si sono infine sbranati fra di loro come gli squali della “Signora di Shanghai”.
Io e lei seppur su fronti diversi, ripeto, siamo stati traditi e sconfitti dal quel potente fronte della menzogna politico-istituzionale che Pascal descriverebbe così: "Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quello che è forte fosse giusto".
 
Sono ormai trascorsi quasi 20 anni da quel maledetto 19 luglio 1992  che fece uscire dallache fece uscire dalla scena della vita un magistrato onesto che applicando semplicemente la Legge avrebbe messo in ginocchio il sistema criminale di quei governi e di quello Stato.
Dottor Contrada, lei meglio di me sa che il mostro che dobbiamo tentare di sconfiggere o mettere in difficoltà è “la mafia dal volto istituzionale”: "Una sorta di coordinamento trasversale tra fiduciari del potere al quale molti sono stati chiamati e moltissimi quelli che aspirano a partecipare per convinzione ideologica o per meschina convenienza personale". Lei era ed è ancora  fedele al giuramento prestato allo Stato; Stato che, purtroppo,  per quel sentire ideologico politico-istituzionale non ha mai voluto riconoscere una vera dignità al popolo siciliano. Dottor Contrada, ormai credo che ci resta ben poco da vivere, ben poco da dare… perché ci han preso tutto: Lei ha 80 anni ed ha molte patologie pesanti; io, di anni ne ho 62 ma dentro di me s’annidano le infami polveri d’amianto che di tanto in tanto si fanno sentire, avvisandomi che da un momento all’altro potrebbero reclamare la mia vita.
 
Dottor Contrada, ormai null’altro ci resta che la fede in Dio e la speranza di lasciare ai nostri figli ed alla nostra gente quella testimonianza di serena verità, fatta anche di errori ideologici, che metta il vero volto della mafia alla luce della storia, perché la giustizia, grazie allo strutturale deficit di Magistrati valorosi  in Sicilia è lettera morta. Raccontiamo, dottore, ai nostri figli la vera Storia della bistrattata Sicilia, perché conquistino la Dignità ed il senso di appartenenza, perché senza Identità non si ha diritto a Dignità. Siamo ancora a questo mondo ed abbiamo ancora un po’ di fiato per alitare Verità e Onore: unica vera eredità che possiamo lasciare ai nostri eredi ed al nuovo mondo… Cominciamo a purgarci dagli “imprevisti possibili” e dai condizionamenti di rango.

Cordialmente
Gioacchino Basile

APPELLO PATRIOTTICO DI BASILE A CONTRADA

Egregio dottor Contrada,
tanta acqua è passata sotto i ponti e dalle due sponde opposte dalle quali ci siamo scrutati con diffidenza per anni, sulle rive della nostra Palermo, ora la visuale sembra essersi ampliata sull’orizzonte della reciproca matura consapevolezza e delle infernali esperienze vissute, tant’è che da qualche tempo, in vittoria di onestà intellettuale, partecipo con estrema passione delle affettuose cure delle sue più tenaci sostenitrici, Agnesina Pozzi e Marina Salvadore, che sostengono anche le mie annose battaglie per la Verità.
 
 Siamo ad una svolta epocale, al salto quantico… al risveglio della coscienza (per chi ne è fornito!) e certamente questa rapida transizione, come avviene durante l’ultima spinta di un parto, toccherà l’apice del dolore ma la gioia della neonata, purificata consapevolezza, innocente da ipocrisie e menzogne, ripagherà noi e chi dopo di noi della fatica e del dolore, dall’ingiustizia subita. Siamo di origine e formazione culturale ben diversa ma nella sua tragedia concordo con quanto da lei stesso amaramente commentato, citando Eugenio Montale: "L’unica speranza è l’imprevisto"… aggiungendo, poi: "Mi trovo qui non certo per riacquistare la libertà perché non so cosa farmene e perché ho quasi finito di scontare tutta la pena, ma esclusivamente ed unicamente per evitare di lasciare ai miei figli ed ai miei nipoti un nome infamato. Solo per questo"…
 
Dottor Contrada, mi permetto di dirle che lei sa benissimo che“l’imprevisto possibile” sta dentro di lei. Le demoniache accuse che l’infernale branco di iene e sciacalli le ha lanciato per inchiodarla “all’ingiusto ruolo del traditore delle Istituzioni” è un‘infamia pesantissima che potrà esser lavata solo con un poderoso atto di coraggio spirituale ed umano, che solo lei può tirare fuori dalla coscienza per lavare il suo onore di  uomo fedele a quello Stato dal volto criminale che dalla fine degli anni 70 e fino al 19 luglio 1992 utilizzò in funzione militare “cosa nostra” contro gli uomini delle Istituzioni leali alla Costituzione.
 
Lei, di quello Stato che forse ancora oggi domina “il nostro scenario democratico” (sic.) è stato il “fedelissimo servitore ideologico” offerto in olocausto per  strategica opportunità morale (sic.), dopo la strage di via D’Amelio, alle fameliche infamie di quei criminali che strisciavano ai suoi piedi e che, poi, con la rottura del patto infame di quello Stato e la conseguente disarticolazione di “cosa nostra”  si sono infine sbranati fra di loro come gli squali della “Signora di Shanghai”.
Io e lei seppur su fronti diversi, ripeto, siamo stati traditi e sconfitti dal quel potente fronte della menzogna politico-istituzionale che Pascal descriverebbe così: "Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quello che è forte fosse giusto".
 
Sono ormai trascorsi quasi 20 anni da quel maledetto 19 luglio 1992  che fece uscire dallache fece uscire dalla scena della vita un magistrato onesto che applicando semplicemente la Legge avrebbe messo in ginocchio il sistema criminale di quei governi e di quello Stato.
Dottor Contrada, lei meglio di me sa che il mostro che dobbiamo tentare di sconfiggere o mettere in difficoltà è “la mafia dal volto istituzionale”: "Una sorta di coordinamento trasversale tra fiduciari del potere al quale molti sono stati chiamati e moltissimi quelli che aspirano a partecipare per convinzione ideologica o per meschina convenienza personale". Lei era ed è ancora  fedele al giuramento prestato allo Stato; Stato che, purtroppo,  per quel sentire ideologico politico-istituzionale non ha mai voluto riconoscere una vera dignità al popolo siciliano. Dottor Contrada, ormai credo che ci resta ben poco da vivere, ben poco da dare… perché ci han preso tutto: Lei ha 80 anni ed ha molte patologie pesanti; io, di anni ne ho 62 ma dentro di me s’annidano le infami polveri d’amianto che di tanto in tanto si fanno sentire, avvisandomi che da un momento all’altro potrebbero reclamare la mia vita.
 
Dottor Contrada, ormai null’altro ci resta che la fede in Dio e la speranza di lasciare ai nostri figli ed alla nostra gente quella testimonianza di serena verità, fatta anche di errori ideologici, che metta il vero volto della mafia alla luce della storia, perché la giustizia, grazie allo strutturale deficit di Magistrati valorosi  in Sicilia è lettera morta. Raccontiamo, dottore, ai nostri figli la vera Storia della bistrattata Sicilia, perché conquistino la Dignità ed il senso di appartenenza, perché senza Identità non si ha diritto a Dignità. Siamo ancora a questo mondo ed abbiamo ancora un po’ di fiato per alitare Verità e Onore: unica vera eredità che possiamo lasciare ai nostri eredi ed al nuovo mondo… Cominciamo a purgarci dagli “imprevisti possibili” e dai condizionamenti di rango.

Cordialmente
Gioacchino Basile

REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE

fine di tutte le speranze
 
nella sedicente "Giustizia":
 
respinta la revisione 
 
del Processo a Bruno Contrada
 
di Agnesina Pozzi
 
 
 
Abbiamo voluto illuderci, cara Marina
e amici  sostenitori dell'innocenza di Bruno Contrada
che l'8 novembre 2011 potesse portare luce,
con l'aiuto dell'Angelo Ariel, nelle foschie di un processo
kafkiano, iniquo, assurdo, monco, che si concluse,
dopo una iniziale assoluzione, 
in una condanna per l'eccellente protosbirro d'Italia
(il quale ancora detiene il primato assoluto
nella denuncia ed arresto di mafiosi..).
 
Le nevrastenie  dei denigratori di professione
che, a nemmeno 24 ore dalla notizia di revisione
(Corsera, Antimafia 2000, Salvo Borsellino & Co, Repubblica
et affini) si contorcevano a NEGARE perfino l'evidenza
e la sostanza di un documento,
avrebbero dovuto ben farci capire come sarebbe finita;
 
Una  sedicente, millantata ed agognata "giustizia", 
abbastanza schizofrenica
da imprigionare gli innocenti
elargire privilegi e protezione a criminali incalliti,
sconti pena agli assassini di professione,
patteggiamenti ai criminali recidivi;
da dare credibilità ai presunti pentiti
"ad orologeria";
da ignorare onorati testimoni,
accettare revisioni per non revisionare un cazzo,
ha confermato di essere quello che è:
 
un CADAVERE maleodorante
in avanzato stato di decomposizione.
 
Non resta quindi,
per la "pietas" che spetta ai morti,
recitarle un Requiem in lacrime,
insieme a tutte le ectoplasmatiche
ed evanescenti coscienze
che fanno parte integrante
dei suoi mefitici miasmi:
 
Lacrimosa

Lacrimosa dies illa,

qua resurget ex favilla

judicandus homo reus.

Huic ergo parce, Deus.

Pie Jesu Domine,

dona eis requiem!


E, sempre in virtù di quella "pietas"
che si deve ai morti
occorre coprire  adeguatamente
quest'orrido cadavere.
 
 
Orsù, gettatele addosso
qualche toga sgualcita
opportunamente cosparsa di piscio cosmico
miracolosamente sgorgato
da borsellini di coccodrillo.
 
Adesso tutti i piagnucoloni,
i giustizialisti, i sedicenti antimafiosi
gli svergognabili, i vergognosi,
i giornalai della disinformazione,
gli opportunisti,gli attogati pendant
potranno dormire sonni tranquilli.
 
REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE
perché il pericoloso sputtanatore
delle loro meschine coscienze
Bruno Contrada, supersbirro infamato d'Italia,
resterà invece avvolto
dall'ignominia e nelle oscure
macchinazioni dell'Ingiustizia terrena, 
così come vuole la legge inversa:
"nel dubbio, condannate l'innocente"
 
Soddisfatti?

REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE

fine di tutte le speranze
 
nella sedicente "Giustizia":
 
respinta la revisione 
 
del Processo a Bruno Contrada
 
di Agnesina Pozzi
 
 
 
Abbiamo voluto illuderci, cara Marina
e amici  sostenitori dell'innocenza di Bruno Contrada
che l'8 novembre 2011 potesse portare luce,
con l'aiuto dell'Angelo Ariel, nelle foschie di un processo
kafkiano, iniquo, assurdo, monco, che si concluse,
dopo una iniziale assoluzione, 
in una condanna per l'eccellente protosbirro d'Italia
(il quale ancora detiene il primato assoluto
nella denuncia ed arresto di mafiosi..).
 
Le nevrastenie  dei denigratori di professione
che, a nemmeno 24 ore dalla notizia di revisione
(Corsera, Antimafia 2000, Salvo Borsellino & Co, Repubblica
et affini) si contorcevano a NEGARE perfino l'evidenza
e la sostanza di un documento,
avrebbero dovuto ben farci capire come sarebbe finita;
 
Una  sedicente, millantata ed agognata "giustizia", 
abbastanza schizofrenica
da imprigionare gli innocenti
elargire privilegi e protezione a criminali incalliti,
sconti pena agli assassini di professione,
patteggiamenti ai criminali recidivi;
da dare credibilità ai presunti pentiti
"ad orologeria";
da ignorare onorati testimoni,
accettare revisioni per non revisionare un cazzo,
ha confermato di essere quello che è:
 
un CADAVERE maleodorante
in avanzato stato di decomposizione.
 
Non resta quindi,
per la "pietas" che spetta ai morti,
recitarle un Requiem in lacrime,
insieme a tutte le ectoplasmatiche
ed evanescenti coscienze
che fanno parte integrante
dei suoi mefitici miasmi:
 
Lacrimosa

Lacrimosa dies illa,

qua resurget ex favilla

judicandus homo reus.

Huic ergo parce, Deus.

Pie Jesu Domine,

dona eis requiem!


E, sempre in virtù di quella "pietas"
che si deve ai morti
occorre coprire  adeguatamente
quest'orrido cadavere.
 
 
Orsù, gettatele addosso
qualche toga sgualcita
opportunamente cosparsa di piscio cosmico
miracolosamente sgorgato
da borsellini di coccodrillo.
 
Adesso tutti i piagnucoloni,
i giustizialisti, i sedicenti antimafiosi
gli svergognabili, i vergognosi,
i giornalai della disinformazione,
gli opportunisti,gli attogati pendant
potranno dormire sonni tranquilli.
 
REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE
perché il pericoloso sputtanatore
delle loro meschine coscienze
Bruno Contrada, supersbirro infamato d'Italia,
resterà invece avvolto
dall'ignominia e nelle oscure
macchinazioni dell'Ingiustizia terrena, 
così come vuole la legge inversa:
"nel dubbio, condannate l'innocente"
 
Soddisfatti?

GRAZIE

Pallina, grazie!
 

 

 

 

 

 

da ragazzina sbarazzina…

con  gli amichetti in giardino

l'ultima nostra uscita

il tuo sguardo

la foto fatta da Marisa dal veterinario: il viaggio della speranza..senza speranza
 

Cara dolcissima Pallina, mia cicciottella adorata,  voglio ringraziarti per tutto il tempo che hai condiviso con me, per essermi stata accanto nella gioia e nel dolore della famiglia; grazie per tutte le feste che mi hai fatto, per la compagnia, per le coccole, per aver leccato le mie feritine  e sbucciature,  per aver coccolato e lavato le orecchie a tutti i tuoi amichetti di casa.

Grazie per essertene andata dolcemente, senza soffrire e senza farmi soffrire troppo. Grazie  a Marta, Marisa e Giovanni che mi hanno reso meno doloroso il distacco da te e la tua partenza verso l'arcobaleno.

Ciao ci vedremo lì nel Paradiso degli animali, dove  ho chiesto a Dio di riporre la mia anima quando sarà.

oltre la vita, tua Agnesina

GRAZIE

Pallina, grazie!
 

 

 

 

 

 

da ragazzina sbarazzina…

con  gli amichetti in giardino

l'ultima nostra uscita

il tuo sguardo

la foto fatta da Marisa dal veterinario: il viaggio della speranza..senza speranza
 

Cara dolcissima Pallina, mia cicciottella adorata,  voglio ringraziarti per tutto il tempo che hai condiviso con me, per essermi stata accanto nella gioia e nel dolore della famiglia; grazie per tutte le feste che mi hai fatto, per la compagnia, per le coccole, per aver leccato le mie feritine  e sbucciature,  per aver coccolato e lavato le orecchie a tutti i tuoi amichetti di casa.

Grazie per essertene andata dolcemente, senza soffrire e senza farmi soffrire troppo. Grazie  a Marta, Marisa e Giovanni che mi hanno reso meno doloroso il distacco da te e la tua partenza verso l'arcobaleno.

Ciao ci vedremo lì nel Paradiso degli animali, dove  ho chiesto a Dio di riporre la mia anima quando sarà.

oltre la vita, tua Agnesina

MA CHE LIBERAZIONE E’…CHE DEMOCRAZIA SARA’ ?

 Nessuna democrazia vera può iniziare con la barbarie di una esecuzione sommaria senza

processo, esattamente come accadde a Mussolini ed altri dittatori.

La damnatio memoriae almeno nelle intenzioni è poi qualcosa di terrificante. Ad ogni

modo la tomba di Gheddafi sarà per sempre internet e queste immagini orrende del

corpo di un uomo  vilipeso.  

 

 Adesso però saranno cavoli amari. Bisogna che qualcuno ci

spieghi come sarà possibile tenere sotto controllo le miriadi di piccole tribù che già in lotta

tra loro, vorranno avventarsi sul "bottino" della vittoria sul dittatore e che consisterà in

chi riuscirà a prostituirsi  a miglior prezzo all'invasore di turno, travestito da liberatore…

MA CHE LIBERAZIONE E’…CHE DEMOCRAZIA SARA’ ?

 Nessuna democrazia vera può iniziare con la barbarie di una esecuzione sommaria senza

processo, esattamente come accadde a Mussolini ed altri dittatori.

La damnatio memoriae almeno nelle intenzioni è poi qualcosa di terrificante. Ad ogni

modo la tomba di Gheddafi sarà per sempre internet e queste immagini orrende del

corpo di un uomo  vilipeso.  

 

 Adesso però saranno cavoli amari. Bisogna che qualcuno ci

spieghi come sarà possibile tenere sotto controllo le miriadi di piccole tribù che già in lotta

tra loro, vorranno avventarsi sul "bottino" della vittoria sul dittatore e che consisterà in

chi riuscirà a prostituirsi  a miglior prezzo all'invasore di turno, travestito da liberatore…