LA7 OPERAZIONE SUL CHE L’ARGENTINO & CO

 

Operazione iniziata con l'entusiasta visita  di Vergassola e una giovane e bella "guida" alla biblioteca  di Manchester in cui "Marx ed Engels s'incontrarono per la prima volta, per poi dar vita al Manifesto del partito comunista"..

 e continuerà stasera con la proiezione di un film su Che Guevara (Che l'Argentino)…

film che oltre le promesse sarà ancora una volta monco di verità proprio perché, nonostante 7 anni di ricerche in merito, Del Toro si baserà prevalentemente su quello che ha scritto il Che stesso nel suo "diario della rivoluzione".

Di sicuro, l'eroe rivoluzionario dei miei stivali, non avrà scritto di aver sparato alla nuca uno dei suoi ragazzi…solo perché rubò un pezzo di pane;

di sicuro il Che non ci dirà…come fece a laurearsi in medicina dal momento che s'iscrisse alla facoltà pare nel 50 ma dal 51 al 53 se ne andò in giro in lungo e in largo con la sua mtocicletta, per poi "concludere velocemente" gli esami, senza in pratica aver studiato..per laurearsi  sempre velocemente nel 53. 

Di sicuro non ci dirà che era un sanguinario assassino  né come stabiliva le "punizioni"  e le torture da solerte medico che era… come scrisse Massimo Caprara ex segretario del "Migliore" Palmiro Togliatti:

"Un dettagliato regolamento elaborato puntigliosamente dal medico argentino fissa le punizioni corporali per i disssidenti recidivi e 'pericolosi' incarcerati: salire le scale delle varie prigioni con scarpe zavorrate di piombo; tagliare l'erba coi denti; essere impiegati nudi nelle quadrillas di lavori agricoli; venire immersi nei pozzi di escrementi. (…) La prigione Kilo 7 viene frettolosamente fatta sorgere a Camaguey: una rissa nata dalle condizioni atroci procurerà la morte di 40 prigionieri".

E via discorrendo, ci saranno di sicuro omissioni sulla VERA natura del CHE, detto chancho (lo zozzone), che ci verrà mostrato solo nella sua parte sedicente eroica e presunta rivoluzionaria. Se tanto ha dato tanto…andate a Cuba a rendervi conto di persona, com'è bello…star lì praticamente in una prigionia statale!

http://agnesepozzi.splinder.com/post/22959036/ceche-bara-il-chancho

Dopo questo exploit in una sola giornata…da La7 aspettiamo qualcosa che sia "migliore"  davvero per convincerci  magari che "comunismo è bello"… specialmente quando non si conosce,e si punta sulla teoria che lo ha creato, sui falsi eroi che l'hanno legittimato ma non su quella parte oscura e sinistra che nella pratica applicazione dello stesso, hanno dovuto subire (Russia) e subiscono ancora (Cuba e Cina) i cittadini che vivono sotto la dittatura di questo colore, perché di DITTATURA si tratta e bisognerà prima o poi avere il coraggio di documentarlo, magari facendo servizi  a Cuba, dove…anche per fidanzarti devi dar conto allo "stato"…tzè…"stato", non puoi connetterti ad internet, non puoi possedere neppure un telefonino.

Eh già anche un telefonino o un computer sono un CAPITALE, perciò nelle democrazie…teniamoceli ben stretti e facciamoli fruttare meglio, magari a vantaggio di una maggiore consapevolezza  universale…

 

L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO A STRISCE ROSSE

L'ERA DAL CINGHIALE BIANCO A STRISCE ROSSE 
E DEGLI SCIACALLI

Non esultate imbecilli di quanto sta accadendo all'Italia: le dimissioni di Berlusconi  sono davvero allarmanti  e dovrebbero spingerci a fare delle riflessioni ONESTE intellettualmente. La cosa principale da ribadire è che siamo in DEMOCRAZIA (anche se è orba, monca, bugiarda); e la cosa più logica  e onesta da fare è che ciascuno riconosca le proprie responsabilità senza puntare l'indice all'altro per criminalizzarlo o, peggio, chiederne la forca. 
Il lancio delle monetine cui è stato sottoposto Berlusconi mentre si recava al Quirinale non solo è incivile e fuorviante (anche perché lui è pieno di soldi fino alla nausea), ma se fosse stato ONESTO e giusto,  da parte di chi l'ha effettuato, avrebbe dovuto riguardare innanzitutto, e soprattutto, Penati per mano di quanti diventano i moralizzatori e i forcaioli dell'ultim'ora.
 


Berlusconi, storto o morto è un rappresentante di questa democrazia ed è stato eletto democraticamente, perché votato dalla maggioranza degli itaiani e non solo di destra e di ex centro ma anche da chi come me,  aveva sempre idealizzato la sedicente sinistra grazie a bugie storiche, inganni ideologici, illusioni rivoluzionarie ACRITICHE di gioventù e cieca fedeltà a presunti leader;  e ne aveva fatto parte attiva e propositiva per poi uscirsene DISGUSTATA,

perché non era assolutamente vero
che Che Guevara fosse un eroe,
e il "Capitale" di Marx non poteva essere una Bibbia perché scritta da uno che non aveva MAI lavorato in vita sua
che  comunismo significasse libertà  così come cantavo nei cortei…(Russia, Cina, Cuba)

disgustata e incazzata come me….accorgendomi che un sostantivo era diventato aggettivo dispregiativo. 

Infatti ho avuto conferma e contezza di quanto siano "sinistre" le criminalizzazioni degli avversari, di come sia  "sinistro" ricorrere alla delegittimazione mediante la calunnia, di come sia "sinistro" ironizzare sui difetti fisici (sic: IL NANO per Berlusconi e Brunetta),  di quanto sia "sinistra" e grottesca  una satira che pretende di far ridere su un handicap fisico causato da un ictus (Bossi) di quanto sia "sinistro" tentare di fare ribaltoni a suon di processi, di puttane prezzolate, di giornalai e di comici.

Ma davvero pensate che Berlusconi sia il male assoluto dell'Italia? Davvero avete  creduto che si fosse in una dittatura? Davvero pensate che sia uno sfruttatore della prostituzione?  Siete solo disonesti intellettualmente ed imbecilli e ciechi: Berlusconi è stato il miglior rappresentante che l'Italia abbia avuto e  gli avete buttato addosso solo MERDA, smerdando l'Italia a livello internazionale.
Ciò non è stato né civile né  costruttivo perché  in caso contrario  era necessario essere LEALI avversari e riconoscere che le uniche riforme che sono state fatte  le ha fatte il suo governo.

Tanti miei amici di  "sinistra" hanno criticato le riforme a prescindere…senza nemmeno leggerle, senza nemmeno conoscerle e capirne la portata rivoluzionaria. Le vere riforme sono sempre impopolari e la storia gli darà ragione, a patto che sia una storia ONESTA, non come quella che ci è stata propinata, monca di verità, dal 25 aprile ad oggi. A tale proposito vi invito a leggere i libri di Giampaolo Pansa, anche lui criminalizzato dalla "sinistra" a cui apparteneva, solo per aver voluto essere ONESTO e squarciare un velo sulla storia che hanno scritto i vincitori con la DAMNATIO MEMORIAE dei vinti uccisi.

Dico io,  grazie a quei partigiani onesti che hanno  affiancato gli Anglo-Americani nella liberazione dell'Italia. Grazie e grazie, ma…. se tutto si svolse onestamente ed eroicamente perché ancora  si nascondono le VERE IDENTITA' dei capi? E perché non si consente alle famiglie degli uccisi di poter piangere i loro morti?  Come possiamo pensare che questa sia una democrazia compiuta?

Se la storia si riappropriasse della sua verità e se chi pretende di fare storia oggi fosse onesto, non permetterebbe che Berlusconi sia paragonato ad un dittatore. Eppure è accaduto.  E' accaduto che si inneggiasse alla libertà di stampa negata, quella stampa che è tanto libera in Italia (e ancor di più nelle reti mediaset) come in NESSUNA parte del mondo da permettersi ingiurie, calunnie, delegittimazioni, processi alle intenzioni, satira incivile,  e chiamate ad improbabili rivolte (di stomaco). E' accaduto di tutto e di più e  la sedicente opposizione, invece di agire per il bene dell'Italia  ne ha sistematicamente minato la credibilità internazionale.

Anche l'opposizione a mani giunte ha svolto il suo ruolo ipocrita, tacendo per opportunismo, muovendosi come una canna a seconda del vento.
 

NESSUNO HA MAI FATTO PROPOSTE
ed è certo che una sana opposizione, in un paese democratico
ostacola ciò che la maggioranza fa di sbagliato
ma dovrebbe sostenere ciò che  fa il bene del paese.
Si deve dedurre che
NON C'E' STATA UNA SERIA E SANA OPPOSIZIONE


Ci son stati degli eventi devastanti durante il suo mandato, l'11 settembre, il terremoto all'Aquila (unico evento sismico italiano che ha visto una rapida sistemazione per quanto difettosa dei terremotati in tempi record; in Belice, Irpinia e Basilicata…ancora ci sono baracche…), la tentata s-vendita dell'Alitalia, l'invasione dei Cinesi… e l'invasione di Lampedusa a causa delle crisi dei paesi nordafricani,  i disastri ambientali, i No-Tav,  i black Block, Genova, la crisi monetaria internazionale…

Infine,  non l'hanno lasciato governare quelle stesse serpi che ha covato in seno (ex fascistone Fini, sdoganato, riabilitato grazie a Berlusconi al punto da portarlo all'onore della Presidenza della  Camera) e che grazie a Berlusconi erano state votate.
 I vermiciattoli subdoli e veleniferi, ottenuto il riconoscimento e i relativi privilegi, hanno poi lasciato un buco di 25 deputati ma NON LA POLTRONA. Che coerenza!

Questa è disonestà… e nessun centro a mani giunte e nessuna sinistra o "sinistra" ha osato chiedere le dimissioni di Fini…anzi hanno tentato di strumentalizzarlo e tirarlo per la giacca e, mentre nelle pubbliche convention si impediva a rappresentanti sindacali di parlare…, il "compagno" Fini veniva accolto con applausi. Che coerenza anche questa..vero?

La democrazia traballante, monca e cieca, che è nata sulla barbarie di Piazzale Loreto e sulla damnatio memoriae dei vinti ed infoibati ha SPRECATO una vivissima intelligenza ed una indubbia capacità imprenditoriale come quella di Silvio Berlusconi.
Non dimentichiamo che l'euro aveva sopravanzato il dollaro (intollerabile per i padroni del mondo; sic. USA) e  che Berlusconi ha irritato moltissimo perché voleva fare per "conto suo" una politica energetica del Mediterraneo. Gliel'hanno fatta pagare cara.
Adesso qualcuno vorrebbe farci credere che la crisi finanziaria in Italia sia colpa di Berlusconi e che, fattosi da parte tutto si risolverà con un governo tecnico? L'America non ha tollerato che l'euro superasse il dollaro e si è inserita come il cavallo di troia strizzando l'occhio ai furbetti europei. Caro Obama non c'è un cazzo da stare contenti…pensa piuttosto al popolo americano che continua ad essere ingannato circa la grandezza e la potenza americana. Siete un bluff e non avete oro che possa dar valore alla vostra carta straccia  con simboli massonici, chiamata "dollaro".

 Mio fratello Gianni stamattina mi ha detto una cosa strabiliante, molto intelligente che potrebbe risovere la situazione; a parte l'abolizione dei privilegi ai Parlamentari e la decurtazione degli stipendi stratosferici ai manager, basterebbe che si obbligassero TUTTI quelli con un reddito superiore a 10.000 euro al mese ad acquistare titoli di Stato  e a non poterli vendere prima di due-tre anni. PENSATECI!

Berlusconi ha fatto malissimo a dimettersi ma  ha anche fatto benissimo.  Ha fatto malissimo perché  ha assecondato ingerenze insopportabili  di altri Stati ed ha ceduto al RICATTO seguito all'azione di  killeraggio finanziario, ma ha fatto benissimo a dimettersi perché così vedrete che nulla succederà di nuovo se non lacrime & sangue. Ci daranno gli speculatori mondiali la sicurezza che uscito di scena Berlusconi il mercato si riprenderà, nel frattempo ci rilasseremo e saremo anche fiduciosi verso il sedicente governo "tecnico". Poi però ci spremeranno come barbabietole da zucchero e ci  finiranno come cavalli stremati, appena possibile.
 

Mai nella storia si era verificata una situazione del genere; sarà che è arrivata l'era del cinghiale bianco, come diceva Battiato..m a strisce rosse. Dio ci aiuti.

PS: fose è anche l'era degli sciacalli…
davvero patetico se non francamente ridicolo il brindisi di Bersani. Brindava a che cosa? Belrlusconi continuerà ad essere amato, continuerà a spendere i suoi tanti soldi ed anche a pagare splendide puttane nei Bunga Bunga. Caro Bersani puoi ubriacarti o ingozzarti di porchetta per festeggiare non so cosa dato che  non hai vinto elezioni nè sei allo stadio e non capeggi un'opposizione che sia degna di definirsi tale.
Nonostante le gozzoviglie  o le feste della dis-unità,  continuerai a roderti il fegato per non essere riuscito ad essere come Berlusconi neppure nella presunta negatività dello stesso; resterai un mediocre parrucchiere di scimmie urlatrici.
Sei forse contento che tutti quelli che hanno votato Berlusconi sarebbero psicopatici in preda ad un transfert? Ma che cavolo vanno cianciando sti filosofi del mio stivale italiota?

Perché non sottolineano la coerenza dell'"handicappato" (così visto dai vostri giullari) Bossi, che se ne va all'Opposizione, rispetto al PD che appoggia un bocconiano?

Brindate, brindate in piazza "a' boccò!"…
Con Draghi alla BCE e Monti Premier (due più americani che italiani)…stiamo davvero freschissimi. Questa è una vera azione di killeraggio finanziario come ben spiegato nei film di Peter Joseph del ciclo Zeitgeist. Ormai le guerre moderne si fanno così, a colpi di finanza!

Invece di fare tante chiacchiere cominciate a dimezzarvi lo stipendio, moralizzatori del cazzo, cari paraculi bianchi a strisce rosse e date  finalmente il buon esempio invece di avallare il massacro finanziario che subiranno le famiglie, anche grazie a voi che avete messo l'Italia nel culo del porco internazionale. Complimenti.
 

APPELLO PATRIOTTICO DI BASILE A CONTRADA

Egregio dottor Contrada,
tanta acqua è passata sotto i ponti e dalle due sponde opposte dalle quali ci siamo scrutati con diffidenza per anni, sulle rive della nostra Palermo, ora la visuale sembra essersi ampliata sull’orizzonte della reciproca matura consapevolezza e delle infernali esperienze vissute, tant’è che da qualche tempo, in vittoria di onestà intellettuale, partecipo con estrema passione delle affettuose cure delle sue più tenaci sostenitrici, Agnesina Pozzi e Marina Salvadore, che sostengono anche le mie annose battaglie per la Verità.
 
 Siamo ad una svolta epocale, al salto quantico… al risveglio della coscienza (per chi ne è fornito!) e certamente questa rapida transizione, come avviene durante l’ultima spinta di un parto, toccherà l’apice del dolore ma la gioia della neonata, purificata consapevolezza, innocente da ipocrisie e menzogne, ripagherà noi e chi dopo di noi della fatica e del dolore, dall’ingiustizia subita. Siamo di origine e formazione culturale ben diversa ma nella sua tragedia concordo con quanto da lei stesso amaramente commentato, citando Eugenio Montale: "L’unica speranza è l’imprevisto"… aggiungendo, poi: "Mi trovo qui non certo per riacquistare la libertà perché non so cosa farmene e perché ho quasi finito di scontare tutta la pena, ma esclusivamente ed unicamente per evitare di lasciare ai miei figli ed ai miei nipoti un nome infamato. Solo per questo"…
 
Dottor Contrada, mi permetto di dirle che lei sa benissimo che“l’imprevisto possibile” sta dentro di lei. Le demoniache accuse che l’infernale branco di iene e sciacalli le ha lanciato per inchiodarla “all’ingiusto ruolo del traditore delle Istituzioni” è un‘infamia pesantissima che potrà esser lavata solo con un poderoso atto di coraggio spirituale ed umano, che solo lei può tirare fuori dalla coscienza per lavare il suo onore di  uomo fedele a quello Stato dal volto criminale che dalla fine degli anni 70 e fino al 19 luglio 1992 utilizzò in funzione militare “cosa nostra” contro gli uomini delle Istituzioni leali alla Costituzione.
 
Lei, di quello Stato che forse ancora oggi domina “il nostro scenario democratico” (sic.) è stato il “fedelissimo servitore ideologico” offerto in olocausto per  strategica opportunità morale (sic.), dopo la strage di via D’Amelio, alle fameliche infamie di quei criminali che strisciavano ai suoi piedi e che, poi, con la rottura del patto infame di quello Stato e la conseguente disarticolazione di “cosa nostra”  si sono infine sbranati fra di loro come gli squali della “Signora di Shanghai”.
Io e lei seppur su fronti diversi, ripeto, siamo stati traditi e sconfitti dal quel potente fronte della menzogna politico-istituzionale che Pascal descriverebbe così: "Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quello che è forte fosse giusto".
 
Sono ormai trascorsi quasi 20 anni da quel maledetto 19 luglio 1992  che fece uscire dallache fece uscire dalla scena della vita un magistrato onesto che applicando semplicemente la Legge avrebbe messo in ginocchio il sistema criminale di quei governi e di quello Stato.
Dottor Contrada, lei meglio di me sa che il mostro che dobbiamo tentare di sconfiggere o mettere in difficoltà è “la mafia dal volto istituzionale”: "Una sorta di coordinamento trasversale tra fiduciari del potere al quale molti sono stati chiamati e moltissimi quelli che aspirano a partecipare per convinzione ideologica o per meschina convenienza personale". Lei era ed è ancora  fedele al giuramento prestato allo Stato; Stato che, purtroppo,  per quel sentire ideologico politico-istituzionale non ha mai voluto riconoscere una vera dignità al popolo siciliano. Dottor Contrada, ormai credo che ci resta ben poco da vivere, ben poco da dare… perché ci han preso tutto: Lei ha 80 anni ed ha molte patologie pesanti; io, di anni ne ho 62 ma dentro di me s’annidano le infami polveri d’amianto che di tanto in tanto si fanno sentire, avvisandomi che da un momento all’altro potrebbero reclamare la mia vita.
 
Dottor Contrada, ormai null’altro ci resta che la fede in Dio e la speranza di lasciare ai nostri figli ed alla nostra gente quella testimonianza di serena verità, fatta anche di errori ideologici, che metta il vero volto della mafia alla luce della storia, perché la giustizia, grazie allo strutturale deficit di Magistrati valorosi  in Sicilia è lettera morta. Raccontiamo, dottore, ai nostri figli la vera Storia della bistrattata Sicilia, perché conquistino la Dignità ed il senso di appartenenza, perché senza Identità non si ha diritto a Dignità. Siamo ancora a questo mondo ed abbiamo ancora un po’ di fiato per alitare Verità e Onore: unica vera eredità che possiamo lasciare ai nostri eredi ed al nuovo mondo… Cominciamo a purgarci dagli “imprevisti possibili” e dai condizionamenti di rango.

Cordialmente
Gioacchino Basile

REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE

fine di tutte le speranze
 
nella sedicente "Giustizia":
 
respinta la revisione 
 
del Processo a Bruno Contrada
 
di Agnesina Pozzi
 
 
 
Abbiamo voluto illuderci, cara Marina
e amici  sostenitori dell'innocenza di Bruno Contrada
che l'8 novembre 2011 potesse portare luce,
con l'aiuto dell'Angelo Ariel, nelle foschie di un processo
kafkiano, iniquo, assurdo, monco, che si concluse,
dopo una iniziale assoluzione, 
in una condanna per l'eccellente protosbirro d'Italia
(il quale ancora detiene il primato assoluto
nella denuncia ed arresto di mafiosi..).
 
Le nevrastenie  dei denigratori di professione
che, a nemmeno 24 ore dalla notizia di revisione
(Corsera, Antimafia 2000, Salvo Borsellino & Co, Repubblica
et affini) si contorcevano a NEGARE perfino l'evidenza
e la sostanza di un documento,
avrebbero dovuto ben farci capire come sarebbe finita;
 
Una  sedicente, millantata ed agognata "giustizia", 
abbastanza schizofrenica
da imprigionare gli innocenti
elargire privilegi e protezione a criminali incalliti,
sconti pena agli assassini di professione,
patteggiamenti ai criminali recidivi;
da dare credibilità ai presunti pentiti
"ad orologeria";
da ignorare onorati testimoni,
accettare revisioni per non revisionare un cazzo,
ha confermato di essere quello che è:
 
un CADAVERE maleodorante
in avanzato stato di decomposizione.
 
Non resta quindi,
per la "pietas" che spetta ai morti,
recitarle un Requiem in lacrime,
insieme a tutte le ectoplasmatiche
ed evanescenti coscienze
che fanno parte integrante
dei suoi mefitici miasmi:
 
Lacrimosa

Lacrimosa dies illa,

qua resurget ex favilla

judicandus homo reus.

Huic ergo parce, Deus.

Pie Jesu Domine,

dona eis requiem!


E, sempre in virtù di quella "pietas"
che si deve ai morti
occorre coprire  adeguatamente
quest'orrido cadavere.
 
 
Orsù, gettatele addosso
qualche toga sgualcita
opportunamente cosparsa di piscio cosmico
miracolosamente sgorgato
da borsellini di coccodrillo.
 
Adesso tutti i piagnucoloni,
i giustizialisti, i sedicenti antimafiosi
gli svergognabili, i vergognosi,
i giornalai della disinformazione,
gli opportunisti,gli attogati pendant
potranno dormire sonni tranquilli.
 
REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE
perché il pericoloso sputtanatore
delle loro meschine coscienze
Bruno Contrada, supersbirro infamato d'Italia,
resterà invece avvolto
dall'ignominia e nelle oscure
macchinazioni dell'Ingiustizia terrena, 
così come vuole la legge inversa:
"nel dubbio, condannate l'innocente"
 
Soddisfatti?

GRAZIE

Pallina, grazie!
 

 

 

 

 

 

da ragazzina sbarazzina…

con  gli amichetti in giardino

l'ultima nostra uscita

il tuo sguardo

la foto fatta da Marisa dal veterinario: il viaggio della speranza..senza speranza
 

Cara dolcissima Pallina, mia cicciottella adorata,  voglio ringraziarti per tutto il tempo che hai condiviso con me, per essermi stata accanto nella gioia e nel dolore della famiglia; grazie per tutte le feste che mi hai fatto, per la compagnia, per le coccole, per aver leccato le mie feritine  e sbucciature,  per aver coccolato e lavato le orecchie a tutti i tuoi amichetti di casa.

Grazie per essertene andata dolcemente, senza soffrire e senza farmi soffrire troppo. Grazie  a Marta, Marisa e Giovanni che mi hanno reso meno doloroso il distacco da te e la tua partenza verso l'arcobaleno.

Ciao ci vedremo lì nel Paradiso degli animali, dove  ho chiesto a Dio di riporre la mia anima quando sarà.

oltre la vita, tua Agnesina

GIOACCHINO BASILE ANCORA SCRIVE A INGROIA……

“La trattativa c’è stata”

Gioacchino Basile interviene, scrivendo ad Antonio Ingroia, sugli ultimi teoremi relativi alla trattativa Mafia-Stato: ci fu? Non ci fu? Ci fu, ma fu condotta solo da presunti bersagli designati?…

Egregio Antonio Ingroia,

i Suoi teoremi investigativi mi convincono sempre più del fatto che Lei faccia parte di quel potentissimo teatrino che, attraverso le verità reinterpretate, ubriaca la Verità fino ad uccidere la speranza nelle coscienze della gente.
Io non so ancora in modo definitivo se Lei ci è o ci fa… So soltanto che Lei ha già operato contro di me e la Verità, la quale indica inoppugnabilmente, che L'URGENTE STRAGE DI VIA D'AMELIO E’ AVVENUTA NELL'INTERESSE DELLE ROZZE ED INDEGNE OMISSIONI DI QUELLA PROCURA DI PALERMO CHE TRADI’ PAOLO BORSELLINO.

A me piace ancora pensare – anche se ormai comincio a crederci sempre meno – che Lei, Giancarlo Caselli, Pietro Grasso ecc… nascondiate le vostre difficoltà e la vostra indifferenza verso la Verità, dietro e dentro un’ attività di “coraggioso" impegno, con il fumo depistante di teoremi che, utilizzando piccoli pezzi di verità, tracimano poi miseramente nel depistaggio più ridicolo.

Dottor Ingroia, c'è un copione storico, un copione che ho già visto interpretato decine di volte dai parenti più stretti dei morti ammazzati, nelle infelici borgate della mia Palermo. Essi non potendo contrastare gli assassini dei loro cari, stavano alle regole di quell'infame teatro borgataro, recitando il copione dell'omertosa indifferenza di chi ha già dato contro la mostruosità d'un potere che appare infernale ed invincibile.
Sì tutti, egregio dottor Ingroia, anche Salvatore Borsellino e sua sorella Rita, ma non Gioacchino Basile che a tutti voi risponde con alcuni brani di Antonio Gramsci:
"Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.

E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Dottor Ingroia, so perfettamente che ancora una volta mi sto esponendo a pericolosissime ritorsioni; a potenti che hanno la disponibilità di "pentiti" pronti a recuperare la memoria dopo 20 anni, pur di salvarsi da nuovi capi d’ imputazione ma, grazie a Dio, non riesco ad aver paura, Lui mi ama… perché ama la Verità.

Gioacchino Basile

LUIGI ORSINO oggi 19 ottobre 2011 lo sfratto. VERGOGNA!


 

 

 

VIVERE SOTTO LA MANNAIA

Carissimi amici, ormai la mia storia la conoscete, ho accumulato nei Vostri confronti un grosso debito di gratitudine, vorrei potervi dire che le cose vanno meglio e che non vi disturberò oltre, ma che ci sentiremo per salutarci, magari incontrarci per un caffè o una pizza insieme.
Purtroppo non è così, l’avvenuta vendita della mia abitazione e l’ordinanza di rilascio dell’immobile emessa dal Giudice, atto sempre congiunto alle vendite effettuate attraverso il tribunale, ha introdotto un nuovo soggetto in questa storia: La persona che ha acquistato la mia casa. Io non posso avanzare ipotesi su questa persona, mancandomi riscontri oggettivi, salvo il fatto che una persona, che si qualificò come il padre del nuovo proprietario, due giorni dopo la vendita venne a casa mia ad ingiungermi di lasciare libero immediatamente l’abitazione. Tenendo presente che non aveva alcun diritto di avanzare una tale pretesa, visto che all’epoca il Giudice non aveva ancora emesso il decreto di trasferimento, denunciai l’episodio ai Carabinieri. Da tenere in considerazione, per quel che vale, c’è anche l’opinione comune, confermatami da avvocati ed addetti ai lavori, che le aste giudiziarie sono frequentate da persone non proprio cristalline e che, si dice, siano pilotate.

Non mi dilungo se non per dirvi che l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario teso a costringermi ad abbandonare la mia casa continua assiduamente e in modo non privo di una certa aggressività, come hanno avuto modo di constatare gli amici che erano presenti a casa (ex) mia il 29 giugno scorso. 

Il giorno 7 settembre questo solerte funzionario si presenterà di nuovo al mio domicilio per ingiungermi di andare via. Lui verrà, ma nessuna autorità si è fatta avanti per propormi una soluzione alternativa, io vorrei sparire e non dare più fastidio, ma cosa posso fare? Dove posso andare? Se avessi un’alternativa, qualsiasi, mi ci aggrapperei con tutte le forze residue.

Amici, se pensate che la giustizia sia stata inadempiente nei miei confronti e se pensate che appoggiare la mia causa sia giusto VI PREGO di darmi sostegno il prossimo 7 settembre, coloro che possono e ritengono che io sia meritevole di aiuto possono portarmi sostegno facendosi trovare al mio fianco alle ore 9 del prossimo 7 settembre, ovviamente, come fu la scorsa volta la vostra pacifica presenza metterà ancora più in risalto la protervia di chi decide di distruggere le persone perbene.

Ringrazio Tutti anticipatamente con un grande abbraccio.

Luigi Orsino e la sua famiglia 

Viale delle Acacie, 6 San Sebastiano al Vesuvio (NA) 
e-mail: [email protected]
Tel.: 338 65 84 893

P.S. Chi lo ritenesse opportuno potrebbe inviare una petizione al Sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, che è stato prodigo di promesse… e basta.

L’indirizzo è: Sig. Sindaco Giuseppe Capasso,
presso la casa Comunale di San Sebastiano al Vesuvio (NA),
Piazza Raffaele Capasso.
e-mail: [email protected]

Tel.: 335 84 99 419

Da:  federcontribuenti.blog.espresso.repubblica del 18 ottobre 2011

Domani mattina intorno le 9, un giudice esecutivo, aiutato dalle forze dell'ordine e da personale del pronto soccorso butteranno in strada il sig. Orsino Luigi, affetto da grave insufficienza cardiaca: sfrattato dalla sua casa che ha salvato dagli attacchi della camorra ma non dagli attacchi dello Stato.

L'incredibile e raccapricciante storia di due persone, marito e moglie: Luigi Orsino ed Esposito Giuseppina. Giovani e rampanti avviano nel 1979 la loro attività che, nel corso degli anni, cresce e fiorisce fino ad interessare la camorra che vi entrerà, con prepotenza, attraverso un commercialista poi scoperto essere appartenente al clan Vollaro.

Il clan Vollaro è un clan camorristico operante nella zona est di Napoli, zona completamente messa a tappeto dalle estorsioni.

Inizialmente la famiglia Orsino paga il pizzo, lo paga con disgusto ma accettandolo come un compromesso al quale non ci si può opporre. Raggiunti da richieste sempre più alte di denaro da parte del clan, la famiglia Orsino, ricorre ad aiuti finanziari offerti da il loro amico di fiducia nonché loro commercialista dal 1979.

Questo commercialista, per anni amico di famiglia degli Orsino, si trasformerà in usuraio ed estorsore. Da bravo camorrista, il commercialista, punterà una pistola al suo ex cliente ed amico per fare bene intendere che non si scherza e tanto meno si ha la pazienza di aspettare soldi promessi. Gli interessi toccano il 400%. Orsino non riesce più a pagare, quindi il clan passa alle maniere dure: con violenza inaudita si appropria inizialmente di qualche immobile degli Orsino che sarà costretto a cedergli gratuitamente. L'avvoltoio non si accontenta, della preda, vuole pure le ossa. A questo punto falliscono le aziende: le banche pignorano il restante delle proprietà Orsino e, in modo rocambolesco, parte dei pignoramenti finiscono nelle tasche dei suoi aguzzini camorristi. Il prestito usuraio nascosto dietro una finanziaria dello stesso commercialista in seguito procedente della istanza di fallimento.

Il Giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Nola si rifiuta di voler considerare il caso nel suo insieme e ritiene che non è sua competenza valutare i risvolti penali (denunciati alla Procura della Repubblica), relegando il caso a semplice fallimento doloso, quanto in realtà era sempre stato, e tale riconosciuto dallo stesso tribunale fallimentare, fallimento semplice non fraudolento.

Nel 2004 presentano denuncia alla Procura della Repubblica contro usurai ed estorsori, nessun magistrato li ha mai convocati. A convocarli i carabinieri di San Sebastiano a cui resero dettagliata deposizione circa i fatti riguardanti l’usura. Dal 2004 al 2010 silenzio da parte delle istituzioni e degli organi giuridici che hanno solo diviso in due tronconi il fascicolo iniziale: uno per l’usura ed uno per l’estorsione, nonostante si fosse dimostrato che i reati erano contigui e perpetrati da personaggi in complicità tra loro. ( Proc. N° 52969/05 e 11335/10. )

Nel giugno del 2010 il Giudice che si occupava delle indagini sull’usura ha archiviato la procedura senza neanche avvertire le vittime privandoli del diritto di un ricorso. Lo stesso giudice, pur archiviando la notizia, ha ritenuto di concedere ai coniugi i benefici previsti dall’art. 20 della legge 44/1999 (il 25/11/2010) che prevede la sospensione dei termini esecutivi per le vittime della criminalità organizzata: ma allora perchè ha archiviato il caso? La motivazione dell’archiviazione è che per il giudice, le vittime, avevano rapporti antecedenti con l'usuraio, dimenticando che nella denuncia, le vittime, avevano spiegato che il loro commercialista, nonché amico di famiglia, non lo sapevano membro del clan camorristico. Nel frattempo tutti i beni sono stati venduti forzosamente dal Tribunale, la casa in cui abitano è stata anch’essa venduta e domani mattina arriverà il giudice esecutivo. Minacce, intimidazioni, attentati di ogni genere: spari contro gli esercizi commerciali e l'abitazione, furto di automezzi, rapimento di un figlio (durato pochi minuti), la macchina della signora speronata, percosse al sig. Orsino, uccisione del cane a colpi d’arma da fuoco. Atti vandalici, un ordigno incendiario gettato nel cortile di casa, un individuo introdottosi nel giardino di casa ha aggredito la signora spingendola per le scale interne al giardino stesso.

In questa pazza storia, finita solo ieri pomeriggio nella mani della Federcontribuenti, si riscontrano gravi inadempienze e superficialità da parte degli organi giuridici investiti, dalle vittime per mezzo denuncia, del ruolo di tutori dei diritti e della giustizia. I coniugi Orsino non hanno potuto godere di una adeguata, quanto esperta, difesa legale: rimasti senza soldi, vivono della beneficenza della parrocchia e si sono dovuti mettere nelle mani di un legale d'ufficio.

Questa è una sfida che lo Stato non può permettersi di perdere.

La Federcontribuenti fa ufficiale richiesta agli organi preposti di sospendere il procedimento esecutivo a danno della famiglia Orsino. La Legge stabilisce che non si può procedere a pignoramento quando si è vittime della criminalità organizzata. Inoltre va ricostruita la vicenda giudiziaria, vanno periziati i conti correnti a provare la pratica dell'anatocismo, vanno spiegati i silenzi in procura. Per tanto, secondo i legali della Federcontribuenti, non sussistano i requisiti di Legge per procedere allo sfratto esecutivo, anzi, ritiene la vendita all'asta dei beni degli Orsino un ulteriore abuso.

 

CONTRADA: REVISIONE O ROTTAMAZIONE?

CONTRADA: Revisione o Rottamazione?

Post n°1728 pubblicato il 11 Ottobre 2011 
da VOCE DI MEGARIDE

 
di Marina Salvadore


Accadeva che a neppure 24 ore dalla pubblicazione della incredibile notizia della revisione del processo a Bruno Contrada,strombazzata urbi et orbi dalle principali testate giornalistiche nazionali, i soliti inaciditi denigratori di professione, a scelta tra Corsera, Antimafia Duemila, Salvatore Borsellino Repubblica and company, senza supporto di fonti certe, provvedevano a smentire – col solito “spirito di patata” che richiederebbe il test del palloncino da parte del (dis) Ordine dei Giornalisti –  ricollegando l’informazione in loro possesso ad un sedicente quanto inidentificabile funzionario del Tribunale di Caltanissetta intervistato a riguardo. La strategia “cianciminesca” adottata e palleggiata da questi noti profeti della parapsicologia giudiziaria, attuata con i soliti mezzi “de relata” in sedute medianiche con “apporti” di defunti, larve e fantasmi ed episodi di abduction in altre dimensioni, vorrebbe vanificare, esattamente com’è accaduto nel processo a Contrada,  ogni razionale e documentabile fonte; altrimenti detta “prova certa” e ad infamare con bassa calunnia il lavoro professionale di quanti, da anni, insistono con scienza e coscienza in un ultraventennale contenzioso che sta sfiorando, oramai,  i termini dell’Epica… e del “fantasy”. La maggior parte dei senzienti non ha – ovviamente – dato peso a questo infantile tentativo di depistaggio ma la ottuagenaria vittima, già provata emotivamente da continue docce scozzesi, sicuramente avrà accusato l’ennesimo colpo al suo già precario equilibrio psicofisico. Che questa strategia serva per infliggere colpi d’ariete all’inossidabile lucidità e memoria di Bruno Contrada, sopravvissuta miracolosamente ad attentati d’ogni tipo che hanno minato, in tutto questo tempo, solo il suo fisico? Com’è possibile pensare, inoltre, che il suo tenace difensore d’improvviso non sappia neppure distinguere tra un decreto di citazione ed una ordinaria comunicazione della Corte adìta? Mi appello al buonsenso ed al minimo quoziente intellettivo dei seguaci dei “giornalai” e “professionisti dell’Antimafia” succitati: non siete stanchi d’essere trattati come dei mentecatti e manipolati come ciechi zombies dai vostri falsi idoli? Qual è il vostro tornaconto… dov’è la vostra soddisfazione intima… perché vegetate, passivi, nelle perversioni sadomasochiste? A quanto pare questo morboso voler mettere “ordine” preconcetto nella vergognosa vicenda, arrampicandosi sugli specchi, testimonia il patologico disordine mentale e morale di pupari e pupi; a maggior ragione di luce propria s’irradia il povero capro espiatorio, finendo col far luce egli stesso  sulla propria bandita e blindata vicenda ed accumulando consensi in progressione geometrica! Come dire… “vi state dando la zappa sui piedi” , beceri Torquemada-bonsai, degni di una mascherata di Halloween! Il decreto di citazione (00073/2011), per l'udienza dell'8 novembre prossimo per la richiesta di revisione della sentenza, eccolo qua, per gradire: la Corte avverte il legale di comparire alle 9 per essere presente alla relazione della causa, proporre i mezzi a difesa e udire la sentenza che verrà pronunciata “Chi dice che questo annuncio è un falso o è ignorante o è in malafede – avvertiva l’avv. Lipera – In base al codice di procedura penale le possibilità che ha la corte di Appello che riceve la domanda di revisione di una sentenza sono due: non ammetterla o decidere di andare oltre emettendo decreto di citazione a giudizio… Qui abbiamo il decreto di citazione, l'invito a Contrada a comparire, a sentire la relazione, a proporre i mezzi di prova e ad ascoltare la sentenza”Se vi è dibattimento vuol dire che l’udienza è pubblica! Nel codice di procedura penale l’udienza dove si discute dell’ammissibiltà alla revisione non esiste! Altro è il pronostico sulla sentenza e qui, ognuno secondo coscienza, si affida all’esperienza o alla palla di cristallo, a seconda del grado di esaurimento nervoso cui il caso Contrada l’ha ridotto! Le ultime notizie riguardano l’ennesima istanza per la sospensione della pena dinanzi al tribunale di sorveglianza di Palermo,con udienza al prossimo 25 ottobre ed il buonsenso sconsiglierebbe ai giudici, a imminenza del fine-pena e proprio nella circostanza della revisione del processo, l’accanimento terapeutico sull’illustre detenuto, perché finirebbero scioccamente con l’avallare la messe di sospetti sul trattamento “particolare” riservato a Contrada in tutti questi anni e renderebbero manifesta o – parafrasando il loro gergo – “indiziaria” a loro carico la “immanenza” della misura restrittiva ed altre vessazioni che – generalmente – si tende a risparmiare persino ai pendagli da forca. In breve, se si continuerà a confondere il “perseguitare”  con il “perseguire” sarà del tutto decifrabile ed esasperatamente spinto alle più diverse fantasie complottiste l’oscuro disegno tracciato come un cerchio satanico intorno alla figura del generale Contrada… soprattutto nel momento presente – stando alle cronache – di gabbie aperte a ben nove mafiosi, in una delle solite procure del sud, per inoperosità del giudice… che il ministro Brunetta non esiterebbe a definire un “fannullone”… e che – al solito – sarà invece redarguito con un affettuoso buffetto dall’organo di autogoverno della magistratura, adducendo a discarico del lavativo irresponsabile la carenza di personale nei tribunali, laddove – contraddittoriamente – il problema ultracentenario del debito pubblico sarebbe riconducibile per somma parte all’esuberanza strepitosa di posti nella P.A. e nei ministeri! In un paese dove la Polizia è costretta a portarsi da casa la fotocopiatrice e il materiale di cancelleria ed a fare il pieno alle “volanti” di tasca propria, il giudice irresponsabile è la cartina di tornasole del paradosso italiano. Tornando alla revisione del processo a Contrada, questa riassume in se’ solo l’eccezionalità di uno scoop: il periodico sudario che cala sulla vicenda e sull’Uomo, in media ogni due anni si alza come un polveroso sipario ed i giornali di nuovo prendono a macinare titoli e trafiletti sul caso, i gruppi dei socialnetwork ed i blog si rimettono in moto come una vecchia Fiat 500 in un gennaio padano e si scopre che Bruno Contrada è ancora di questo mondo… ch’è più vecchio e malato…e ch’è sempre in giustiziato… qualche politico salta fuori dal cesto, all’occasione, per comiziare sulla Giustizia; qualche altro, per prendersi il merito di una crociata in suo favore… altri, per cincischiare in Parlamento di Patti Stato & Mafia bipartisan, i cui responsabili sono ancora tutti là, inamovibili: invecchiati pure loro ma diabolicamente sani, longevi e sempre con le mani in pasta, dietro o innanzi le quinte. Sapere che Contrada sarà “revisionato” dagli stessi che l’hanno condannato lascia il tempo che trova e non servirà lanciare la monetina per leggere il segnale d’auspicio; potrebbe essere condannato un’altra volta, sottoponendosi ad un altro giudizio… oltretutto, è costume degli “intellettuali”, togati o pennivendoli o politici che siano, di rigirare la frittata: laddove s’intendeva che fosse il gatto col tocco a stuzzicare il topolino in gabbia potrebbe verificarsi un patetico scambio dei ruoli, con il topolino vittimista togato che si dice stuzzicato dal gatto avvocato… e le favole di Fedro non finiscono col “vissero tutti felici e contenti” delle fiabe dei Grimm : c’è differenza tra le favole e le fiabe, come tra le miserie umane e le speranze celesti. Se davvero si voleva evitare questa follìa totale del caso Contrada non si doveva consentire alla “creatività” dei magistrati di inventarsi un reato che il Codice non contempla: il concorso esterno in associazione mafiosa. Occorreva cambiare la legge penale, istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso spropositato dei “pentiti”; nel nostro caso, basta citare il pentito Mannoia ed i “pentiti d’essersi pentiti” Giuga e Pulci… Se davvero si voleva intervenire, a livello governativo, per restituire dignità e verità a Contrada e non solo a Contrada, occorreva che quei politici sempre col fazzoletto in tasca pronti ad asciugare le lacrime degli ingiustiziati ed a farsene propaganda, portassero a compimento la Riforma della Giustizia, prima di passare ad altri incarichi e cariche: il tempo, le opportunità ed i mezzi  li hanno avuti, approfittando fin troppo della nostra pazienza e abusando del nostro consenso. La notizia della revisione del processo a Contrada, a molti di noi è sembrata cosa persino scontata, dopo i recenti incidenti “cianciminiani” che hanno investito l’allure di Ingroia e colleghi: occorreva una ”pezza” per ricucire lo strappo mediatico e questo, la Corte di Appello di Caltanissetta, l’ha capito ed ha infine provveduto, giocando proprio sull’eccezionalità della notizia, favorendo così la deviazione della pubblicistica dalle news su Ingroia e Ciancimino… ma anche da quelle su Conso, Scalfaro e “patti oscuri” dei quali non si vuole dire… ad altri “scoop” degni di nota. … e c’è da sperare che entro l’8 novembre qualche ghiotta cianciminata venga a toglierci le castagne dal fuoco… e qualche cornuto minotauro dal Labirinto degli Dei.

Contrada: “Non voglio risarcimento, rivoglio l’onore”

Contrada

 

Contrada+in+carcere+2

 

di Redazione – “Non sopporto l’idea che i miei compatrioti esborsino anche un solo centesimo a testa per rimediare al torto da me subito. Ciò sarebbe ingiusto e disdicevole. Desidero che si sappia che è mio fermo intendimento, nel caso di un esito positivo del ricorso per revisione, di non chiedere alcun risarcimento”. Lo dice a ‘il Sud’ Bruno Contrada, il dirigente generale della Polizia di Stato condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e per il quale il prossimo 8 novembre si apre il processo di revisione a Caltanissetta.
“Ho già scontato gran parte della pena irrogatami – dice tramite il suo legale Contrada – e la mia attuale estrenua lotta non è per la libertà o per un eventuale lucro a titolo di riparazione degli impagabili danni subiti, ma solo ed esclusivamente per la restituzione del mio onore di uomo dello Stato: onore ingiustamente infangato”. Nel numero di ottobre in edicola ‘il Sud’, tramite esperti aveva calcolato il danno risarcibile per l’ingiusta detentenzione subita da Bruno Contrada ma anche per i sette condannati all’ergastolo per la strage di via d’amelio per i quali si prospetta una revisione.
Nei giorni scorsi l’avvocato Giuseppe Lipera che assiste l’ex 007 del Sisde ha chiesto la scarcerazione del suo assistito che sconta la pena agli arresti domiciliari per gravi motivi di salute.

 

 
ùContrada

di Redazione – “Non sopporto l’idea che i miei compatrioti esborsino anche un solo centesimo a testa per rimediare al torto da me subito. Ciò sarebbe ingiusto e disdicevole. Desidero che si sappia che è mio fermo intendimento, nel caso di un esito positivo del ricorso per revisione, di non chiedere alcun risarcimento”. Lo dice a ‘il Sud’ Bruno Contrada, il dirigente generale della Polizia di Stato condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e per il quale il prossimo 8 novembre si apre il processo di revisione a Caltanissetta.
“Ho già scontato gran parte della pena irrogatami – dice tramite il suo legale Contrada – e la mia attuale estrenua lotta non è per la libertà o per un eventuale lucro a titolo di riparazione degli impagabili danni subiti, ma solo ed esclusivamente per la restituzione del mio onore di uomo dello Stato: onore ingiustamente infangato”. Nel numero di ottobre in edicola ‘il Sud’, tramite esperti aveva calcolato il danno risarcibile per l’ingiusta detentenzione subita da Bruno Contrada ma anche per i sette condannati all’ergastolo per la strage di via d’amelio per i quali si prospetta una revisione.
Nei giorni scorsi l’avvocato Giuseppe Lipera che assiste l’ex 007 del Sisde ha chiesto la scarcerazione del suo assistito che sconta la pena agli arresti domiciliari per gravi motivi di salute.

 

LUIGI ORSINO ABBANDONATO DALLO STATO, come tanti…

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Da    "Pensare liberi news"

Vittime di camorra abbandonate dallo Stato – L’invito a denunciare il racket è una trappola?

 
 
 
 
 

 

 
8 Voti

 

Ci ritroviamo a parlare di malagiustizia, ma questa volta la protagonista indiscussa è la camorra. Abbiamo raccolto la testimonianza di un nostro concittadino napoletano che riporteremo integralmente nel presente articolo.

Questa vuole essere una denuncia nei confronti della politica, delle istituzioni, dellamagistratura, delle forze dell’ordine e nei confronti di quei cittadini collusi e quindi omertosi.

Sappiamo tutto, i vari “stacci tu qua e poi vediamo se fai l’eroe!” Bene, la storia che portiamo oggi alla luce parla proprio di un caso eroico, di chi ha detto no alla camorra, di chi ne ha pagato pesantissime conseguenze, di chi non trova dalla sua parte nemmeno l’opinione pubblica, i media, o famosi giornalisti o scrittori. Perchè quando si fanno i nomi, quando dal generico si passa al pratico, allora le cose si fanno davvero serie. Questo articolo non diverrà un best-seller, ma bisogna avere il coraggio di denunciare soprattutto i casi reali e stringersi intorno a questi.

Tutti devono sapere cosa accade a un nostro concittadino nel momento in cui cade in questo vortice di violenza e disumana realtà. Belle parole? Vediamo se siamo bravi anche con i fatti? Ci incontriamo per strada a parlarne da uomini?

Questa storia, come tante altre, dimostra come lo Stato sia completamente assente nel momento in cui bisogna difendere i cittadini che hanno avuto il coraggio di denunciare il racket. Politicamente scorretto dirlo? Denunciare il racket è un dovere? Solo così si può sconfiggere la camorra? L’omertà… di chi? Slogan di un certo effetto, di quelli che suscitano gli applausi delle platee… peccato che spesso questo invito a denunciare il racket si riveli solo una ingegnosa, quanto sospettosamente premeditata, trappola mortale.

I fatti parlano in questi termini. Lo Stato? Assente ingiustificato…

Ecco i coraggiosi inviti in stile “armiamoci e partite

Con tanto di Brochure antiracket

Veniamo al coraggioso e disperato racconto del protagonista cittadino Luigi Orsino e della sua famiglia.

<<La nostra attività imprenditoriale (mia e di mia moglie Esposito Giuseppina) inizia nel 1979, all’epoca eravamo studenti, con l’apertura di un piccolo negozio di mobili in Portici (Na).

Nel tempo la nostra attività si ingrandì e arrivammo a possedere 2 aziende, una ditta individuale ed una S.r.l., proprietarie di 3 negozi di abbigliamento in Portici, di un grosso negozio di arredamenti sempre in Portici e di un ancor più grande negozio di arredamenti in Sant’Anastasia. Ovviamente avevamo molti dipendenti ed eravamo divenuti benestanti.

Comperammo una villa al mare in Calabria, due proprietà a S. Sebastiano al Vesuvio (villa con giardino e dependance con giardino), un appartamento di lusso ad Ercolanoe due appartamenti in pieno centro di Roccaraso ( circa 130 mq + 60 mq), un locale commerciale in Portici.

Ad un certo punto entrammo nelle mire del clan Vollaro che pretese cifre sempre più consistenti per farci lavorare in pace, ovviamente ad ogni nostra resistenza corrispondevano minacce, atti intimidatori e attentati.

L’esosità degli estorsori ci costrinse a ricorrere all’aiuto finanziario di una persona, che credevamo essere nostro amico e con cui effettivamente intrattenevamo rapporti di amicizia a livello familiare, tale individuo si offerse di prestarci il denaro per poter tacitare le richieste estorsive dei camorristi. In seguito questa persona, noto professionista napoletano, si rivelò essere un avido usuraio che in complicità con altri svolgeva questa ignobile attività.

In seguito l’usuraio si rivelò essere un personaggio molto pericoloso ed aggressivo, arrivando a minacciarmi con una pistola ed a vantarsi dei suoi stretti legami con il feroce clan camorristico dei Vollaro.

Quest’individuo arrivò a pretendere interessi che, fatti i dovuti calcoli e grazie ad un perverso meccanismo, arrivano a raggiungere finanche il 400%.

Sempre questo viscido personaggio, quando non potei onorare prontamente i prestiti, si appropriò con minacce ed atti violenti delle mie proprietà di Ercolano e di Roccaraso, una vera e propria estorsione perpetrata usando la violenza per vincere la mia riottosità.

L’eccessiva avidità dei camorristi e del loro affiliato, e forse una sopravvalutazione delle mie disponibilità finanziarie, causarono il tracollo economico delle mie aziende ed il loro conseguente fallimento.

Ovviamente tutti i miei beni furono pignorati a favore dei creditori, tra cui per altro avevano avuto la sfacciataggine d’inserirsi anche gli usurai.

Il Giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Nola si rifiutò di voler considerare il caso nel suo insieme e ritenne che non era sua competenza valutare i risvolti penali (intanto avevo denunciato il tutto alla Procura della Repubblica), in tal modo equiparava il mio caso, di fatto, ad un fallimento doloso, quanto in realtà  era sempre stato, e tale riconosciuto dallo stesso tribunale fallimentare, fallimento semplice non fraudolento.

E’ pur vero che il giudice è tenuto a salvaguardare i diritti dei creditori ma è altrettanto vero che egli è tenuto a verificare la validità dei crediti vantati. Tra i miei creditori vi sono gli usurai e banche che si sono comportate come usurai e continuano a farlo tutt’ora. Le banche hanno applicato l’anatocisma finchè la legge non ha comparato tale pratica all’usura, ora applicano comunque pratiche che fungono da moltiplicatore del debito, va, inoltre considerato che le stesse banche hanno commesso atti illegali, dimostrati, ma su cui il Giudice civile non ha mai indagato. Il G.E. Si è limitato a dichiararsi incompetente a ripartire tra i creditori il ricavato delle vendita all’asta dei miei beni, compreso la casa in cui abito con la famiglia.

Veniamo al risvolto penale della vicenda: Nel 2004 presentammo denuncia alla Procura della Repubblica contro usurai ed estorsori, tale denuncia, su consiglio pro bono di un giovane legale, tracciava per grandi linee la vicenda perché ci aspettavamo di essere convocati da un magistrato per poter scendere nei particolari. La denuncia fu presentata alla Procura e non alle locali forze dell’ordine perché negli anni precedenti si erano verificati episodi di collusione tra tali organismi e la malavita organizzata, i fatti ebbero grande rilevanza e furono promosse azioni giudiziarie, inoltre noi stessi avemmo a costatare strani comportamenti. Ascoltati dai CC di San Sebastiano rendemmo  dettagliata deposizione circa i fatti riguardanti l’usura ma fummo più vaghi sugli estorsori, per le ragioni già dette. Dal 2004 al 2010 nessuno ci ha ascoltato, ad eccezione dei CC 2 volte, in ogni caso mai nessun giudice, ed anzi la procedura è stata divisa in due tronconi, uno per l’usura ed uno per l’estorsione, nonostante noi avessimo dimostrato che i reati erano contigui e perpetrati da personaggi in complicità tra loro, Proc. N° 52969/05 e 11335/10.

A giugno del 2010 il Giudice che si occupava delle indagini sull’usura ha archiviato la procedura senza neanche avvertirci, privandoci del nostro diritto di fare opposizione. Inoltre non si spiega come mai lo stesso magistrato, su nostra richiesta ci abbia concesso i benefici previsti dall’art. 20 della legge 44/1999 (il 25/11/2010) che prevede la sospensione dei termini esecutivi per le vittime della criminalità organizzata, riconoscendoci, dunque, tale status, e poi poco dopo (comunque prima dello scadere dei canonici 300 gg) archivia il tutto, bloccando in tal modo la nostra richiesta di poter accedere ai fondi di solidarietà destinati alle vittime di camorra. Veramente la spiegazione è che il Signor Giudice in 5 anni non ha fatto indagini ma ha tenuto la pratica a raccogliere polvere, dopo di che dovendo rispondere della sua ignavia si è cavato d’impaccio archiviando. La motivazione dell’archiviazione “ perché non eravamo credibili in quanto esistevano rapporti antecedenti con gli usurai” è una vera beffa. Tali rapporti li avevamo già riferiti noi nella nostra denuncia, specificandone la natura e furono proprio tali rapporti a far conoscere agli usurai la nostra florida situazione finanziaria, (l’usuraio era il nostro commercialista sin dal lontano 1979, mai avevamo prima sospettato la sua vera attività).

Ancora maggiormente inspiegabile è l’archiviazione della procedura contro gli usurai se si considera il fatto che abbiamo prodotto prove non solo testimoniali (testimonianza mia e di mia moglie) ma anche prove documentali incisive e verificabili.

Resta in piedi la procedura contro gli estorsori, ma l’archiviazione della procedura contro gli usurai non fa ben sperare.

Nel frattempo tutti i miei beni sono stati venduti forzosamente dal Tribunale, la casa in cui abitiamo è stata anch’essa venduta e il 07 settembre u.s. l’Ufficiale Giudiziario , con l’appoggio della forza pubblica, mi voleva gettare materialmente per strada, solo le mie precarie condizioni di salute lo hanno costretto a rinviare al 19 ottobre 2011, quando interverrà un’ambulanza per sgomberarmi senza correre il rischio di essere denunciati per tentato omicidio.

In quale modo noi si possa sopravvivere senza più una casa, senza un lavoro, nell’indigenza più assoluta, io gravemente cardiopatico, con tre by-pass, e mia moglie malata anch’essa, nessuno mi ha mai spiegato.

Tutti gli sforzi fatti in questi anni per rientrare nel tessuto produttivo (vari tentativi di iniziare una nuova attività) sono stati vanificati dall’aggressività dei criminali che mi hanno perseguitato e continuano ancor oggi.

Nel tempo abbiamo subito minacce, intimidazioni ed attentati di ogni genere:spari contro i nostri esercizi (molte volte), furti di automezzi carichi di merce, spari conto la mia casa e la mia vettura, furti negli esercizi, rapimento di mio figlio (durato pochi minuti per fortuna), auto con mia moglie a bordo spinta fuori strada, percosse a me e a mia moglie, uccisione del nostro amato cane a colpi d’arma da fuoco. E ultime in ordine di tempo atti vandalici contro la mia vettura (settembre 2010), un ordigno incendiario gettato nel cortile di casa (07/12/2010) che ha causato un principio d’incendio da me domato con un estintore, dopo di che sono intervenuti i CC. Il 3 gennaio 2011 un messaggio anonimo contenente una minaccia, scritto su un biglietto d’auguri, è stato lasciato nella buca delle lettere. Il 17 gennaio 2011 un individuo introdottosi nel giardino di casa ha aggredito mia moglie,verso le ore 19, picchiandola e poi spingendola per le scale interne al giardino stesso. Evidentemente i malavitosi vogliono mantenere costante la pressione su di noi ed anzi rincarano vieppiù la dose.

Il 21/03/2011 un individuo aggredì in giardino mia moglie ponendo in essere un tentativo di strangolamento.

Lo stato economico attuale è disastroso, viviamo della carità del Comune (ogni tanto ci paga qualche bolletta) e della Chiesa di San Sebastiano al Vesuvio che ci fornisce pacchi alimentari.

Faccio notare che per volere del comitato per l’ordine e la sicurezza siamo sottoposti a protezione di tipo 4, cioè i Carabinieri della locale caserma passano più volte al giorno a controllare che non vi siano pericoli incombenti. Sicuramente la costanza e la tenacia del Comandante la stazione di San Sebastiano al Vesuvio e dei militi ai suoi ordini ha evitato che nuove e,  forse più gravi, violenze fossero commesse a nostro danno.

Ci risulta incomprensibile come sia possibile proteggerci se saremo in ridotti a vivere in strada (realmente, non retoricamente). Come è incomprensibile che la polizia si mobiliti in otto, dico otto, agenti, alcuni della DIGOS per sfrattarci mentre contemporaneamente il Comandante dei CC e il suo vice erano presenti per garantirci la protezione. Una assurda ed incomprensibile contraddizione.

Il prossimo 19 ottobre l’ufficiale giudiziario accompagnato probabilmente da un plotone di poliziotti, con l’ambulanza pronta nel caso mi dovesse venire un altro infarto mi butteranno in strada, con la famiglia, a calci nel di dietro. Se fossi stato il boss Provenzano forse mi avrebbero trattato meglio. E’ molto facile fare i forti con i deboli, salvo poi a farsi deboli con i forti.

Luigi Orsino>>

Profilo Facebook: Luigi Orsino

Gruppo Facebook: La disperazione di Luigi Orsino, un cittadino abbandonato dallo Stato

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“DENUNCIA IL RACHET. TI CONVIENE.” A questo punto sembra più una minaccia che un invito.

Vogliamo fare luce su un particolare che ci ha colpito molto e che, a nostro avviso, rappresenta la chiave del “problema camorra” e nello stesso tempo la sua vera forza. La collusione tra questa e le istituzioni, ma soprattutto, la collusione tra camorra e cittadini. Chiunque, inaspettatamente, può rivelarsi un camorrista, anche il più insospettato e insospettabile amico di famiglia. In questo caso è venuta fuori la figura di un commercialista il cui vero lavoro è quello di segnalare alla camorra le aziende che fatturano bene e che vanno a gonfie vele, arrotondando con attività di estorsione, mentre il lavoro contabile è soltanto una copertura.

Che questo principio entri bene nelle nostre teste. Il nemico non è soltanto fuori.

Possiamo fare qualcosa? Certamente: DENUNCIARE PUBBLICAMENTE QUESTA STORIA AFFINCHE’ LE SOFFERENZE E I SACRIFICI DI QUESTA FAMIGLIA NON VADANO PERSE. FATE GIRARE, FATE SAPERE. CON UN MOUSE ABBIAMO DIMOSTRATO CHE SI PUO’ FARE TANTO, MA ABBIAMO ANCHE RISCONTRATO CHE SPESSO SI E’ PIGRI ANCHE DI FRONTE A UN GESTO COSI’ BANALE… SINO A CHE NON SIAMO NOI AD AVERE UN PROBLEMA, ”OVVIAMENTE”.